Derby, si scalda l'Olimpico
Molto più grandi le cuffie di Vucinic che sfodera un grande sorriso, mentre più difficile da "leggere" il ghigno di Totti, il più esperto in campo di derby capitolini.
La Roma dunque conferma il tridente "pesante" con Vucinic più il To-to, e anche la Lazio torna all'assetto del 3-5-2 con Maurito Zarate pronto a entrare.
ma gli interisti che continuano a parlare della partita con i tre pali, si dimenticano che la partita la stavano perdendo e quindi dovevano attaccare per forza, e soprattutto non si ricordano la partita dell'andata dove picchiarono come fabbri mandando De ROssi all'ospedale.
E non dite che Ranieri è stato un genio della tattica; certo ha avuto coraggio, ma era quasi una scelta obbligata visto il nervosismo di Totti e De Rossi e se Floccari avesse segnato il rigore, la partita era già bella che finita.
Fonte: www.gazzetta.it
ANIMALI: L'AQUILA; VETERINARI,ORA UNITA' NAZIONALE ...
Immaginate un cane di 40 kg in una stanza di tre metri per
quattro, oppure un gatto persiano in una camera rivestita di
moquette, un vero e proprio disastro per le pulizie.
In particolare, ''oltre alla rete di quaranta
ambulatori veterinari delle province di Teramo, Pescara e Chieti
- spiega Aseleti, coordinatore all'Aquila nell'emergenza -
abbiamo potuto contare su quattro sale operatorie in altrettanti
container e tre tende per l'assistenza (Villa S.
Milano - racconta Aseleti - ha donato 30mila euro, che abbiamo
usato per sterilizzare 230 gatti di proprieta' e pensiamo di
stati censiti nelle tende 2.134 cani e 536 gatti; effettuati
3.738 gli interventi di assistenza clinica e 805 interventi di
assistenza chirurgica; recuperati 884 cani e 325 gatti.
Fonte: www.ansa.it
Fini, la rivolta dei boiardi
La tenuta della Lega alle elezioni (ha perso solo l'1.7% dei suoi voti a fronte del milione e 700.000 persi da B) e la conquista del Piemonte e del Veneto ha aumentato a dismisura le pretese di Bossi che ormai non ha più freni: ha detto di volere il posto di sindaco di Milano, e quello di Roma, di pretendere altre leggi razziste e di mirare al controllo delle banche, battuta questa che se la poteva risparmiare, visto il fallimento conclamato e doloso della Banca del Nord, che rubò anche ai propri correntisti.
Insomma alla rovina della crisi finanziaria si aggiungerà quella di un governo che non governa, che si mette anche contro la linea verde europea, e in cui le uniche preoccupazioni sono di aumentare l'impunità del premier e di salvare dai processi una casta di trafficoni e corrotti mediante lo stop alle intercettazioni e un bavaglio alla magistratura e alla stampa.
Non è la prima volta che Fini si impunta e si dice contrario a certe scelte di B: non ha mai digerito le sottrazioni di potere alla Magistratura, non gli piace un federalismo accentuato che nega lo Stato unitario, voleva l'abolizione delle Province, constata l'abbandono del Sud, ha fatto proposte sconvolgenti anche per i suoi come la cittadinanza agli extracomunitari, ha messo puntelli al regime presidenziale di B, per la mancanza di contrappesi, non è affatto a favore di un'estinzione del Parlamento, ma soprattutto non sopporta lo strapotere della Lega, e sa di poter contare su una fetta di elettorato che pur essendo conservatore mal tollera l'avanza totalitaria di B e la sua distruzione progressiva della Repubblica, e forse, in questo, gioca anche il desiderio di essere lui il promotore di un polo di centro-destra che raccolga cattolici conservatori, imprenditori, magistrati, esercito, polizia, pubblica amministrazione, nemici del federalismo ed elettorato del sud&
Diverse cose remano contro Fini: il tradimento di parte dei suoi come La Russa e Gasparri, l'insicurezza che in un polo di Centro (ancora tutto da vedere) gli verrebbe data una posizione di comando, il desiderio di non perdere quella carica di Presidente della Camera a cui tiene molto e che difende con maggiore onore di quanto Napolitano faccia con la propria, l'insicurezza che il Vaticano lo appoggerebbe o la stessa Confindustria.
Fonte: bellaciao.orgPIEMONTE
Termini Imerese
Non accettiamo ricatti con scambio tra condizioni di lavoro e occupazione".
Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, parlando della Fiat nella relazione al congresso ha affermato: "Non firmiamo tutto ciò che l'azienda dice, se è una trattativa deve esserlo davvero".
"Tutti i governi dei Paesi industrializzati - ha detto il leader della Fiom - si sono occupati del destino del settore auto e relativa filiera produttiva, mentre il governo italiano ha brillato per la totale sudditanza nei confrontidella Fiat, che ormai considera marginale l'insediamento nel nostro paese rispetto alla costruzione di una multinazionale che risiede negli Stati Uniti".
Rinaldini ha ribadito il no alla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese: "Non è passato molto tempo - ha detto - da quando l'amministratore delegato della Fiat, Marchionne, dichiarava che era meglio avere rapporti con i sindacati europei che con i sindacati americani.
Fonte: www.lasicilia.it
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